Questa di Monitella e' la storia strana che in una notte divento' bottana [LAm] [REm] [SOL] [DO][LAm] e il papi che la vide cosi' bella la prese e se la mise sulla cappella. [LA7] [REm] [DOm6] [DOm] [MI7][LAm] Sola ti stringevi nella cinchia pensando al ricordo della minkia ma un cliente di ciola mica corta busso' tre volte un giorno alla tua porta. Bianco come la luna il suo faccione come il piscio giallo il suo dentone tu ti sciogliesti come la menta solo per adocchiare il suo trenta. Lui voleva solo un righello ma tu lo prendesti per il pisello lo trascinasti nel retrobottega senza fiatare gli tirasti una sega. Furono baci e furono risucchi poi furono soltanto i suoi succhi tu eri giovane e avevi gli occhi belli e ti arrivo' uno skizzo tra i capelli Poi lo mollasti per il marocchino per avere un grosso prestipino e lui che non si rassegnava per cent'anni ancora telefonava. Questa e' la tua canzone Monitella che sei seduta sulla cappella e come tutte le piu belle cose ci hai spanato le palle rose. E come tutte le piu belle cose ci hai spanato le palle rose.